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DIRITTO SUCCESSORIO

1. Successione a causa di morte
2. Successione legittima
3. Successione necessaria
4. Successione testamentaria
5. Accettazione o rinuncia
6. La rappresentazione
7. La divisione dell’eredità
8. Le azioni riservate agli eredi

5. Accettazione o rinuncia

La persona chiamata all’eredità può decidere se accettare o rinunciare alla stessa. L’accettazione può essere espressa oppure tacita, quest’ultima situazione si verifica quando la persona chiamata all’eredità si comporti come erede, compiendo azioni riservate agli eredi, e vi sia volontà della stessa di accettare. Ad esempio: Tizio è unico chiamato all’eredità del padre Caio. Tizio seppur non abbia espressamente accettato l’eredità del padre ha deciso di andare a vivere presso l’abitazione dello stesso. Tizio, pertanto, è entrato in possesso di un bene appartenente a Caio e questo suo comportamento è indicativo della propria intenzione di voler accettare l’eredità del padre.

Il diritto di accettare l’eredità viene meno decorsi dieci anni dall’apertura della successione senza che sia stata espressa la volontà -o meno- di accettare l’eredità da parte dei chiamati. Qualora vi siano più chiamati all’eredità, coloro che abbiano già accettato possono rivolgersi all’autorità giudiziaria per richiedere che i chiamati che non si siano ancora espressi, manifestino le proprie intenzioni. Esempio: Caio muore. Chiamati all’eredità sono i figli Tizio, Sempronio e Mevia. Mevia e Tizio accettano l’eredità del padre Caio, mentre Sempronio né accetta né rifiuta l’eredità. Mevia e Tizio trascorsi due anni dalla morte del padre, decidono di rivolgersi all’autorità giudiziaria affinché venga fissato un termine entro il quale Sempronio esprima la propria volontà di accettare o rinunciare all’eredità del padre. Il Giudice fissa un termine entro il quale Sempronio deve manifestare le proprie intenzioni. Sempronio rimane silente. In tale ipotesi, decorso inutilmente il termine statuito dall’autorità, Sempronio decade dal diritto di accettare l’eredità e, pertanto, l’eredità di Caio è devoluta ai figli Tizio e Mevia.

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